Una collina sacra sopra la città
Chi arriva a Domodossola lo nota quasi subito: a ridosso del centro storico si alza un colle boscoso, coronato da un campanile e da un gruppo di edifici color ocra. È il Sacro Monte Calvario, uno dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia iscritti nel 2003 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Dalla Valle Vigezzo è una meta naturale per una mezza giornata: Domodossola si trova a circa 17 km da Santa Maria Maggiore, una ventina di minuti d'auto, oppure circa 40 minuti con la Ferrovia Vigezzina.
Il colle si chiamava originariamente Mattarella, e su di esso sorgeva un castello di cui oggi restano i ruderi nel parco. Il nome di Monte Calvario arrivò nel Seicento, quando la collina fu trasformata in un percorso di preghiera.
Le origini: due frati cappuccini e una Via Crucis
L'idea nacque nel 1656, durante la predicazione quaresimale di due frati cappuccini, Gioachino da Cassano e Andrea da Rho, che individuarono nel colle di Mattarella il luogo adatto per una Via Crucis con un santuario alla sommità. Il progetto ottenne l'approvazione del vescovo di Novara e coinvolse l'intera comunità ossolana. La prima pietra del santuario fu posata l'8 luglio 1657; la chiesa venne consacrata nel 1690.
Il Santuario del Santissimo Crocifisso è un edificio barocco a pianta ottagonale, a navata unica, decorato da stucchi e affreschi. Al suo interno trovano posto le ultime stazioni della Via Crucis, mentre le precedenti sono distribuite lungo la salita in cappelle diverse l'una dall'altra, popolate da gruppi di statue a grandezza naturale. Tra gli scultori che vi lavorarono figura Dionigi Bussola, autore di gran parte delle statue, insieme ad altri artisti attivi tra Lombardia e Ticino.
La salita, passo dopo passo
Il modo più bello per scoprire il Sacro Monte è a piedi. Dal centro di Domodossola si raggiunge l'inizio del percorso, da dove un'antica strada lastricata sale tra muri a secco e alberi verso la sommità. Il dislivello è contenuto, poco più di un centinaio di metri, e a passo tranquillo, con le soste nelle cappelle, si arriva in cima in circa un'ora partendo dal centro. Bastano scarpe comode e un po' di calma.
Ogni cappella è una piccola scena teatrale: le statue sono disposte come attori su un palcoscenico, a raccontare gli episodi della Passione. È questa unione di architettura, scultura e paesaggio che caratterizza tutti i Sacri Monti dell'arco alpino e che ha motivato il riconoscimento internazionale.
Rosmini, il castello e la riserva naturale
Dopo un periodo di abbandono, il Sacro Monte tornò a vivere nell'Ottocento grazie ad Antonio Rosmini, il filosofo e sacerdote roveretano che nel 1828 vi si stabilì e vi fondò la casa madre dell'Istituto della Carità. La comunità rosminiana è ancora presente sul colle, e all'interno del complesso si conserva la cella in cui visse Rosmini.
Poco lontano dal santuario si incontrano i resti del castello di Mattarella, le cui origini risalgono almeno al X secolo e che fu distrutto all'inizio del Quattrocento. Tutta l'area è oggi una Riserva Naturale Speciale gestita dall'Ente di gestione dei Sacri Monti: un parco di boschi, prati e scorci sulla piana del Toce e sulle montagne che circondano Domodossola.
Consigli per la visita
- Abbinatelo al centro storico: la discesa riporta in città, dove potete proseguire tra le piazze porticate. Il sabato mattina, poi, c'è il mercato storico di Piazza Mercato.
- Scegliete la luce giusta: al mattino presto o verso sera la luce radente valorizza le facciate e il panorama sulla valle.
- Rispettate i luoghi: il santuario è un luogo di culto attivo; durante le celebrazioni conviene rimandare la visita all'interno.
- Verificate aperture e iniziative: orari delle cappelle, visite guidate ed eventi musicali vanno controllati sui canali ufficiali dell'Ente di gestione dei Sacri Monti e del Comune di Domodossola.
Dalla Valle Vigezzo a Domodossola
Soggiornando a Santa Maria Maggiore, il Sacro Monte è una delle uscite più semplici da organizzare: potete scendere in auto oppure lasciare la macchina al parcheggio e prendere la Vigezzina, che vi porta direttamente nel cuore della città. Per completare la giornata, nella nostra pagina su Domodossola e il suo centro storico trovate altri spunti. La sera si rientra in valle, nella tranquillità di L'appartamento di Elda, con il ricordo di una collina che da oltre tre secoli unisce fede, arte e paesaggio.
Una casa nel cuore della Valle Vigezzo
L'appartamento di Elda è nel centro di Santa Maria Maggiore: due appartamenti indipendenti, il 55 m² fino a 4 ospiti e l'80 m² fino a 5, con cucina completa, Wi-Fi e biancheria.


