Percorrendo la Valle Vigezzo verso il confine svizzero, a un certo punto la vista viene catturata da un edificio che sembra fuori scala rispetto alle case in pietra intorno: una grande basilica grigia sormontata da una cupola. È il Santuario della Madonna del Sangue di Re, il principale luogo di devozione della valle e una meta di pellegrinaggio che da oltre cinque secoli richiama fedeli da tutta la zona e da più lontano. Anche chi non arriva per motivi religiosi trova qui una storia singolare e un'architettura che vale la sosta.
Il prodigio del 1494
Tutto comincia il 29 aprile 1494. Sulla facciata della piccola chiesa di San Maurizio, a Re, si trovava un affresco della Madonna del Latte, la Vergine che allatta il Bambino. Secondo il racconto tramandato, un giovane del posto, irritato per aver perso al gioco della piodella che si svolgeva davanti alla chiesa, scagliò una pietra contro l'immagine colpendola alla fronte.
Il mattino seguente, chi passava davanti alla chiesa vide sgorgare sangue dalla fronte della Madonna dipinta; il sangue venne raccolto e conservato. L'evento fu documentato pochi giorni dopo in un atto redatto dal podestà della valle, Daniele de Crispis, e sottoscritto da quattro notai: un verbale formale che è all'origine della devozione e che ne spiega la lunga continuità.
Dalla chiesa di San Maurizio alla nuova basilica
Con l'afflusso crescente dei pellegrini, l'antica chiesa di San Maurizio fu completamente ricostruita nel 1627, sotto il vescovo di Novara Carlo Bascapè, e l'affresco miracoloso venne collocato sull'altare. Per quasi tre secoli fu questo l'edificio di riferimento della devozione.
Alla fine dell'Ottocento divenne evidente che serviva uno spazio molto più grande. Il progetto fu affidato all'architetto bolognese Edoardo Collamarini, che disegnò una basilica in stile neobizantino, disposta perpendicolarmente al transetto della chiesa antica. I lavori cominciarono nel 1922 e coinvolsero scalpellini e artigiani della zona. La nuova chiesa fu consacrata il 5 agosto 1958 e nello stesso anno papa Pio XII la elevò al rango di basilica minore.
Cosa osservare durante la visita
La basilica è costruita in serizzo, la pietra grigia tipica dell'Ossola, ha tre navate ed è coronata da una cupola che raggiunge i 51 metri di altezza. All'esterno colpisce il contrasto tra la massa compatta dell'edificio e la facciata, con elementi di gusto neogotico. All'interno, le vetrate sono opera di Costantino Ruggeri.
Il dettaglio più interessante è il dialogo tra le due chiese. La basilica non ha un'abside tradizionale: un grande finestrone permette di vedere, dalla navata nuova, l'affresco della Madonna del Sangue conservato nella parte antica. Il campanile si trova isolato in una piccola piazza davanti alla facciata di San Maurizio. Prendetevi anche il tempo di osservare gli ex voto: sono centinaia, dipinti su tela e su tavoletta, e raccontano le grazie ricevute dai fedeli a partire dalla metà del Seicento. Una parte è esposta nel museo del santuario, sopra la sacrestia, insieme a ricami e dipinti.
La ricorrenza di fine aprile
Ogni anno, tra il 29 aprile e l'inizio di maggio, il santuario ricorda l'anniversario del prodigio con celebrazioni che richiamano pellegrini da tutta la zona, tradizionalmente anche a piedi da Domodossola. È il momento in cui Re si anima di più; chi preferisce una visita raccolta può scegliere invece un giorno feriale fuori stagione. Per il programma delle celebrazioni e gli orari delle funzioni conviene rivolgersi direttamente al santuario.
Come arrivare da Santa Maria Maggiore
Re si trova pochi chilometri a est di Santa Maria Maggiore, verso il confine svizzero: in auto bastano pochi minuti. In alternativa si può usare la Ferrovia Vigezzina-Centovalli, che ha una stazione a Re: un modo piacevole per arrivare al santuario percorrendo la stessa valle seguita da generazioni di pellegrini. La visita si combina bene con una sosta negli altri paesi del versante orientale, come Malesco e Villette, di cui parliamo nell'articolo sui borghi della Valle Vigezzo.
Al rientro, Santa Maria Maggiore vi aspetta con le sue piazze tranquille: una mezza giornata ben spesa, che aggiunge al soggiorno in valle un capitolo di storia e di fede popolare.
Una casa nel cuore della Valle Vigezzo
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